La Macarena è uno dei miei quartieri preferiti di Siviglia e la mia famiglia ha un legame speciale con questa zona. È una delle aree più popolari e autentiche della città, profondamente legata alla devozione per l’Esperanza Macarena, alla Settimana Santa e alla storia delle antiche mura.
Il quartiere della Macarena propriamente detto si sviluppa intorno alla Basilica e prosegue verso le zone situate al di fuori delle antiche mura. Calle Feria, Calle San Luis e l’Alameda de Hércules si trovano invece all’interno del centro storico e noi sivigliani le identifichiamo con i loro nomi, non come parte della Macarena. Le ho comunque incluse in questa guida per la loro vicinanza all’Arco de la Macarena e perché permettono di creare un itinerario coerente tra il centro storico e il quartiere.
Per questo motivo, in questa guida su cosa vedere alla Macarena ho riunito i luoghi più interessanti situati su entrambi i lati delle mura: la Basilica e l’Arco de la Macarena, l’antico Hospital de las Cinco Llagas, Calle San Luis, la chiesa di San Luis de los Franceses e l’Alameda de Hércules. Un percorso ideale per conoscere una Siviglia più popolare, autentica e meno frequentata rispetto alla zona monumentale.
Macarena in breve
- Tempo consigliato: circa 2 ore per la Macarena; mezza giornata includendo San Luis, Feria e Alameda.
- Da non perdere: Basilica, Arco e mura, Hospital de las Cinco Llagas e Torre de los Perdigones.
- Perché andarci: storia delle mura, religiosità popolare e una Siviglia meno turistica.
- Nota locale: San Gil, Calle San Luis, Feria e Alameda sono vicini, ma non appartengono propriamente al quartiere della Macarena.
Basilica dall’arco della Macarena
Basilica della Macarena
San Luis de los franceses
Cosa vedere alla Macarena: itinerario nel quartiere
Per visitare questa parte di Siviglia consiglio un percorso a piedi che unisce alcuni luoghi della zona settentrionale del centro storico con il quartiere della Macarena propriamente detto. L’itinerario può iniziare dall’Alameda de Hércules e proseguire attraverso Calle Feria o Calle San Luis, dove si trovano mercati, palazzi e alcune delle più interessanti chiese storiche della città.
Raggiungendo l’Arco de la Macarena si incontra l’antico limite della città murata. Da qui il percorso continua verso la Basilica de la Macarena, il tratto meglio conservato delle mura di Siviglia e l’Hospital de las Cinco Llagas, oggi sede del Parlamento dell’Andalusia. Questa distinzione permette di organizzare una passeggiata coerente senza confondere il vero quartiere della Macarena con le vicine zone di Feria, San Luis e Alameda.
Storia della Macarena e origine del nome
L’origine del nome Macarena non è conosciuta con assoluta certezza. Nel corso del tempo storici e studiosi hanno proposto diverse interpretazioni, legate alle varie civiltà che hanno abitato questa zona di Siviglia:
- Una delle ipotesi più diffuse collega il nome alla denominazione araba Bāb al-Maqrīn, attribuita alla porta settentrionale della città durante il periodo islamico.
- Un’altra teoria lo fa derivare da Macarius, il nome di un proprietario romano che avrebbe posseduto terreni in questa zona.
- Una spiegazione di carattere mitologico lo collega invece a Macaria, figlia di Ercole, il leggendario fondatore di Siviglia.
Queste interpretazioni appartengono alla storiografia e alla tradizione cittadina, ma nessuna è stata dimostrata definitivamente. Ciò che sappiamo con certezza è che il nome Macarena esisteva già prima della fondazione della confraternita e della diffusione del culto della Virgen de la Esperanza Macarena. Fu quindi la Vergine a ricevere il nome del luogo e non il quartiere a prendere il nome dalla Vergine.
Fuori dalla porta esisteva già in epoca islamica un arrabal, cioè un piccolo insediamento situato al di là delle mura. Dopo la conquista castigliana di Siviglia del 1248, gran parte del territorio rimase occupata per secoli da orti e terreni agricoli. L’espansione urbana della Macarena avvenne soprattutto tra il XIX e il XX secolo, dando origine a una zona popolare tradizionalmente legata agli artigiani, agli operai e alle confraternite.
Basilica della Macarena
La Basilica della Macarena è uno dei principali luoghi religiosi di Siviglia e il cuore spirituale del quartiere. Il tempio custodisce María Santísima de la Esperanza Macarena, immagine anonima del XVII secolo e una delle rappresentazioni mariane più venerate della città, insieme a Nuestro Padre Jesús de la Sentencia.
La Hermandad de la Macarena aveva precedentemente la propria sede nella vicina chiesa di San Gil. Nel luglio del 1936 la parrocchia fu incendiata, ma le immagini titolari erano state trasferite e messe al sicuro, riuscendo così a salvarsi dalle fiamme. La costruzione del nuovo tempio iniziò nel 1941 su progetto dell’architetto sivigliano Aurelio Gómez Millán e la chiesa fu benedetta il 18 marzo 1949. Nel 1966 papa Paolo VI le concesse il titolo di basilica minore.
Nella notte tra il Giovedì Santo e il Venerdì Santo, durante la Madrugá della Settimana Santa di Siviglia, la confraternita parte dalla basilica e attraversa il centro storico per raggiungere la Cattedrale. È uno dei momenti più intensi e partecipati dell’intera Settimana Santa sivigliana.
L’edificio, ispirato al barocco andaluso, presenta una sola navata con cappelle laterali. Sull’altare maggiore si trova l’Esperanza Macarena, facilmente riconoscibile per le lacrime di vetro e per le celebri “mariquillas”, cinque fiori di cristallo verde donati dal torero Joselito el Gallo. Accanto alla basilica si può visitare il museo della confraternita, dove sono conservati mantelli ricamati, corone, opere di oreficeria, elementi processionali e altri oggetti legati alla storia della Hermandad.
Il Museo della Macarena ha per me anche un significato molto personale: l’uniforme da armao che indosso nella fotografia qui sotto è oggi esposta al suo interno ed è l’unico esemplare in misura da bambino conservato nel museo. Quando ero piccolo ebbi la possibilità di indossarla e di farmi fotografare grazie a un zio di mia madre, che fu per moltissimi anni capitano degli Armaos della Macarena.

Arco e mura della Macarena
Di fronte alla basilica si trova l’Arco de la Macarena, conosciuto anche come Puerta de la Macarena. Era l’accesso più settentrionale della città murata e oggi è una delle sole tre antiche porte di Siviglia ancora conservate, insieme alla Puerta de Córdoba e al Postigo del Aceite. L’aspetto attuale dell’arco è il risultato di diverse trasformazioni, soprattutto di quelle realizzate nel XVIII secolo.
Dall’Arco de la Macarena fino alla Puerta de Córdoba si estende il tratto più ampio e meglio conservato delle antiche mura di Siviglia. Lungo il percorso si possono osservare la muraglia principale, la barbacana e diversi torrioni difensivi, tra i quali spicca la Torre Blanca.
Sebbene queste fortificazioni vengano spesso definite semplicemente “mura almohadi”, gli studi sul complesso indicano che furono innalzate dagli almoravidi nella prima metà del XII secolo e successivamente sopraelevate e rinforzate dagli almohadi e dai cristiani. Questa successione di interventi riflette la lunga evoluzione del sistema difensivo della città.
Gran parte delle mura di Siviglia fu demolita durante il XIX secolo per favorire l’espansione urbana. Il tratto della Macarena riuscì invece a conservarsi e nel 1908 fu dichiarato Monumento Nazionale, evitando così un nuovo progetto di demolizione.
Hospital de las Cinco Llagas: il Parlamento dell’Andalusia
Subito fuori dalle mura della Macarena si trova l’imponente Hospital de las Cinco Llagas, conosciuto anche come Hospital de la Sangre e considerato uno dei grandi edifici rinascimentali di Siviglia. La fondazione assistenziale originaria fu creata nel 1500 da Catalina de Ribera, mentre la costruzione dell’attuale complesso iniziò nel 1546 grazie al lascito di suo figlio, Fadrique Enríquez de Ribera.
Il progetto fu affidato inizialmente a Martín de Gaínza e, dopo la sua morte nel 1556, venne proseguito da Hernán Ruiz II. L’ospedale fu inaugurato nel 1559, anche se i lavori continuarono nei decenni successivi con la partecipazione di altri architetti, tra cui Francisco Sánchez, Juan de Minjares e Asensio de Maeda.
La pianta rettangolare si ispira ai grandi ospedali rinascimentali europei e, in particolare, all’Ospedale Maggiore di Milano. Il progetto prevedeva dieci cortili interni, dei quali ne furono realizzati nove e se ne conservano oggi otto. Questa disposizione favoriva l’illuminazione, la ventilazione e l’organizzazione dei diversi spazi sanitari. In uno dei cortili centrali sorge l’antica chiesa dell’ospedale, trasformata nell’attuale sala plenaria del Parlamento.
L’edificio mantenne la sua funzione ospedaliera per oltre quattro secoli, fino alla chiusura avvenuta nel 1972. I lavori di recupero iniziarono nel 1987 e il 28 febbraio 1992 vi si celebrò la prima seduta plenaria del Parlamento dell’Andalusia. Il restauro completo del complesso fu inaugurato nel 2003 e oggi l’antico Hospital de las Cinco Llagas è la sede ufficiale del Parlamento andaluso.
Torre de los Perdigones: il passato industriale della Macarena
A pochi minuti dall’Hospital de las Cinco Llagas si trova la Torre de los Perdigones, una delle testimonianze più interessanti del passato industriale della Macarena. Fu costruita nel 1885 come parte della Fundición de San Francisco de Paula, uno stabilimento specializzato nella lavorazione del piombo e nella produzione di munizioni.
La torre veniva utilizzata per fabbricare i pallini di piombo, chiamati perdigones in spagnolo. Il metallo fuso veniva versato dalla parte superiore e, durante la caduta, si raffreddava e assumeva una forma sferica prima di raggiungere la base. Da questo particolare procedimento deriva il nome con cui l’edificio è ancora oggi conosciuto.
Attualmente la Torre de los Perdigones rappresenta uno dei principali simboli del patrimonio industriale del quartiere. Nella parte superiore si trovano un belvedere e una camera oscura che, quando sono aperti al pubblico, permettono di osservare Siviglia da una prospettiva differente. Il parco che circonda la torre offre inoltre uno spazio piacevole per fare una breve pausa durante l’itinerario.
Cosa vedere vicino alla Macarena: il nord del centro storico
Dopo aver visitato la Macarena propriamente detta, l’itinerario può proseguire attraversando l’Arco de la Macarena ed entrando nuovamente nel centro storico. In questa zona si trovano la chiesa di San Gil, Calle San Luis, Calle Feria e l’Alameda de Hércules.
Questi luoghi non appartengono al quartiere della Macarena, come spesso viene indicato in alcune guide turistiche, ma si trovano nelle sue immediate vicinanze e costituiscono la naturale continuazione della visita. Includerli nell’itinerario permette di scoprire la parte settentrionale del centro storico, caratterizzata da chiese, palazzi, mercati e strade che conservano un’atmosfera particolarmente autentica e popolare.
Chiesa di San Gil Abate e la confraternita della Macarena
Appena attraversato l’Arco de la Macarena si incontra la chiesa di San Gil Abate, situata all’interno delle antiche mura e appartenente al quartiere di San Gil. È una delle parrocchie storiche fondate dopo la conquista cristiana di Siviglia del 1248 e conserva, nonostante le numerose trasformazioni subite nel corso dei secoli, importanti elementi dell’architettura gotico-mudéjar.
La storia della chiesa è strettamente legata alla Hermandad de la Macarena, che vi stabilì la propria sede nel 1653 e costruì al suo interno una cappella per le immagini della confraternita. La Esperanza Macarena e Jesús de la Sentencia furono venerati qui per quasi tre secoli.
Nel luglio del 1936 la chiesa e la cappella della confraternita furono gravemente danneggiate da un incendio. Le immagini titolari, tuttavia, riuscirono a salvarsi perché erano state rimosse e nascoste in precedenza. La confraternita ritornò a San Gil nel 1942 e vi rimase fino al 1949, quando le immagini furono trasferite nella nuova Basilica della Macarena.
Il legame con questa antica parrocchia continua a essere visibile anche nello stemma della confraternita, nel quale la mitra e il pastorale ricordano la figura di San Gil Abate. Visitare la chiesa permette quindi di comprendere meglio le origini e l’evoluzione della devozione alla Esperanza Macarena.
San Luis de los Franceses: capolavoro del Barocco sivigliano
Proseguendo lungo Calle San Luis si raggiunge la chiesa di San Luis de los Franceses, situata nel quartiere di San Julián. Anche questo monumento si trova all’interno delle antiche mura e non appartiene alla Macarena propriamente detta, ma la sua vicinanza all’Arco lo rende una tappa fondamentale dell’itinerario.
Il complesso nacque come noviziato della Compagnia di Gesù e venne fondato nel 1609 sopra un antico palazzo mudéjar. L’attuale chiesa fu costruita tra il 1699 e il 1731 secondo il progetto dell’architetto Leonardo de Figueroa, uno dei principali protagonisti del Barocco sivigliano. Alla realizzazione contribuì economicamente Luisa de Medina, che proseguì l’iniziativa intrapresa dal marito Juan Fernández de Castro.
L’interno sorprende per la pianta centrale, la grande cupola e la ricchissima decorazione di colonne tortili, pale d’altare, dipinti e sculture. Ogni elemento fu progettato secondo un complesso programma simbolico legato alla spiritualità e alla formazione dei gesuiti. La visita comprende anche la Cappella Domestica, utilizzata dai novizi per il culto privato, e la cripta.
Dopo l’espulsione dei gesuiti dalla Spagna nel 1767, il complesso ebbe diverse funzioni e fu utilizzato anche come seminario, convento, ospedale e ospizio. Oggi appartiene alla Diputación de Sevilla ed è aperto al pubblico dopo un importante intervento di restauro. San Luis de los Franceses è considerato uno dei complessi barocchi meglio conservati di Siviglia e uno dei monumenti meno conosciuti ma più sorprendenti della città.
Calle Feria, il mercato e il mercatino del Jueves
Calle Feria è una delle strade più caratteristiche e vivaci del centro storico di Siviglia. Appartiene al quartiere di Feria e non alla Macarena, anche se il suo tratto settentrionale termina molto vicino all’Arco. Lungo la strada si alternano edifici storici, negozi tradizionali, locali, botteghe e alcuni dei luoghi più frequentati dagli abitanti della zona.
Ogni giovedì mattina Calle Feria ospita El Jueves, uno storico mercato all’aperto dedicato soprattutto ad antiquariato, libri, dischi, oggetti da collezione e articoli di seconda mano. Le prime testimonianze documentarie di questo mercato risalgono al 1292, anche se nel corso dei secoli ha cambiato caratteristiche e ubicazione. Oggi passeggiare tra le sue bancarelle permette di conoscere uno degli ambienti più popolari e singolari di Siviglia.
Non bisogna confondere El Jueves con il Mercado de Feria, il mercato coperto situato accanto alla chiesa di Omnium Sanctorum. Al suo interno si trovano banchi alimentari e piccoli locali nei quali è possibile assaggiare tapas e prodotti freschi in un’atmosfera molto frequentata dai sivigliani.
Se vuoi fermarti a mangiare durante l’itinerario, nella mia guida su dove mangiare alla Macarena trovi una selezione di bar e ristoranti tipici situati in questa zona della città.
Alameda de Hércules: storia e vita sivigliana
L’itinerario attraverso la parte settentrionale del centro storico può terminare nell’Alameda de Hércules, uno dei grandi spazi pubblici di Siviglia. Anche l’Alameda non appartiene alla Macarena: si trova all’interno dell’antico recinto murato, in una zona di contatto tra Feria, San Lorenzo e San Gil, e possiede un’identità urbana propria ben riconoscibile per gli abitanti della città.
In origine questa zona era attraversata da un ramo secondario del Guadalquivir che, con il progressivo spostamento del corso del fiume verso ovest, si trasformò in un terreno basso e soggetto a frequenti allagamenti. Durante il Medioevo questo spazio era conosciuto come Laguna de la Feria.
Nel 1574 il conte di Barajas, Francisco Zapata y Cisneros, promosse la bonifica dell’area e la sua trasformazione in un grande viale alberato. Per questo motivo l’Alameda de Hércules è considerata uno dei più antichi passeggi pubblici d’Europa, anche se non è corretto definirla in maniera categorica come il primo giardino pubblico europeo.
All’estremità meridionale si trovano due colonne provenienti da un antico edificio romano di Calle Mármoles. Le statue collocate sopra di esse rappresentano Ercole e Giulio Cesare, figure tradizionalmente legate alle origini leggendarie e storiche di Siviglia.
Oggi l’Alameda è uno dei principali luoghi d’incontro della città. Le sue terrazze, i bar, gli spazi culturali e la vivace vita notturna convivono con la memoria di un quartiere popolare che nel corso del tempo ha accolto artisti, flamenco, teatri e differenti forme di vita sociale.
Come visitare la Macarena e quanto tempo dedicarle
La Macarena e i luoghi vicini del centro storico si visitano facilmente a piedi. Per conoscere la Basilica, il museo della confraternita, l’Arco, le mura, l’Hospital de las Cinco Llagas e la Torre de los Perdigones consiglio di dedicare almeno due ore.
Se desideri proseguire verso la chiesa di San Gil, San Luis de los Franceses, Calle Feria e l’Alameda de Hércules, è preferibile riservare all’itinerario circa mezza giornata. In questo modo potrai visitare i monumenti con calma e fermarti in uno dei mercati o dei bar tradizionali della zona.
Un percorso particolarmente comodo può iniziare dall’Hospital de las Cinco Llagas e dalla Torre de los Perdigones, continuare verso la Basilica e le mura della Macarena e, dopo aver attraversato l’Arco, entrare nel centro storico attraverso San Gil, Calle San Luis e Calle Feria, terminando nell’Alameda de Hércules.
Prima della visita consiglio di controllare gli orari aggiornati della Basilica, del Museo della Macarena e di San Luis de los Franceses, poiché possono cambiare in occasione di celebrazioni religiose, festività o attività culturali.
Domande frequenti sulla Macarena di Siviglia
Qual è il vero quartiere della Macarena?
La Macarena propriamente detta si sviluppa intorno alla Basilica e continua verso le zone situate al di fuori delle antiche mura. San Gil, Calle San Luis, Calle Feria e l’Alameda de Hércules appartengono invece al centro storico, anche se si trovano molto vicino all’Arco de la Macarena e possono essere inclusi nello stesso itinerario.
Cosa vedere alla Macarena?
I luoghi principali sono la Basilica della Macarena, il museo della confraternita, l’Arco e le mura, l’Hospital de las Cinco Llagas e la Torre de los Perdigones. Attraversando l’Arco si può continuare la visita nel centro storico verso San Gil, San Luis de los Franceses, Calle Feria e l’Alameda de Hércules.
Quanto tempo serve per visitare la Macarena?
Per visitare i principali luoghi della Macarena sono necessarie almeno due ore. Se vuoi includere anche San Luis de los Franceses, Calle Feria, i mercati e l’Alameda de Hércules, consiglio di dedicare all’itinerario circa mezza giornata.
Vale la pena visitare la Macarena?
Sì. La Macarena permette di conoscere una parte di Siviglia meno monumentale e turistica rispetto alla zona della Cattedrale e dell’Alcázar, ma profondamente legata alla storia, alla religiosità popolare e alla vita quotidiana della città. È una visita particolarmente interessante per chi desidera scoprire una Siviglia più autentica.
Si può visitare la Basilica della Macarena?
La Basilica è normalmente aperta ai visitatori e l’accesso alla chiesa è gratuito, mentre il museo della confraternita richiede un biglietto. Gli orari possono cambiare in occasione di messe, celebrazioni religiose o eventi straordinari, perciò è consigliabile consultarli prima della visita.
Scopri la Macarena con una guida ufficiale in italiano
La Macarena permette di conoscere una parte di Siviglia profondamente legata alla religiosità popolare, alla storia delle antiche mura e alla vita quotidiana dei suoi abitanti. Visitare questa zona con una guida ufficiale aiuta a distinguere il vero quartiere della Macarena dai luoghi vicini del centro storico e a comprendere meglio il significato dei monumenti, delle tradizioni e delle confraternite.
Se desideri scoprire la Macarena e la parte settentrionale del centro storico, possiamo organizzare una visita privata in italiano adattata al tempo disponibile e ai tuoi interessi. L’itinerario può essere combinato anche con altri quartieri, chiese e monumenti meno conosciuti di Siviglia.
Per continuare a preparare il viaggio puoi consultare la mia guida completa su cosa vedere a Siviglia e i consigli su dove dormire alla Macarena.



