Mercante e banchiere, consigliere e uomo di fiducia dei Re spagnoli, dirigente della Santa Hermandad (Inquisizione Spagnola) e amico a Siviglia di Cristoforo Colombo. Possiamo considerare a Francesco Pinelli come l’esponente di un gruppo di uomini di affari della sua stessa casata e cognominazione, i quali danno vita ad  un tessuto connetivo in sede economica con riflessi politici.

Palazzo Alto Casa Pinelli

Stucchi del Cortile Casa Pinelli

Cortile principale Casa Pinelli

Storia di Francesco Pinelli

Storia di Francesco Pinelli: ricco mercante genovese

Francesco Pinelli (Genova, data sconosciuta – Siviglia, 21 marzo 1509) era un ricco mercante genovese che si stabilì in Spagna. Dopo aver vissuto per un periodo a Valencia, dove ha lavorato come agente bancario di Genova, si è trasferito a Siviglia verso il 1478. In questa città ha vissuto fino alla sua morte e ha ottenuto importanti incarichi nel Consiglio, è stato nominato Giuria ed Esecutore fedele (Fiel ejecutor) il 4 settembre di 1488 per ordine reale.

Francesco Pinelli stabilì forti legami con l’aristocrazia sivigliana e con i re, di cui era un fedele esecutore, offrendo il suo sostegno finanziario alle sue compagnie. Prestò quindi denaro ai monarchi cattolici per la guerra di Granada e per il successivo espulsione di Boabdil; Trascendente fu il suo sostegno nei primi due viaggi di Colombo, a cui si unì una grande amicizia (tenere conto della probabile origine genovese di questo). Ha mantenuto, a sua volta, una grande attività commerciale che si sarebbe trasferita nel Nuovo Mondo dopo la sua scoperta.

Casa de la Contratación di Siviglia

Il suo lavoro principale fu l’impulso che diede alla Casa del Commercio di Siviglia (Casa de la Contratación), essendo redattore dei suoi statuti ispirati a quelli di Genova. La missione della Casa de la Contratación era quella di controllare il monopolio del traffico con le Indie e rimase a Siviglia fino al suo trasferimento a Cadice nel 1717.

Fiel Ejecutor

La posizione di Fiel Ejecutor è stata creata dal re Alfonso XI. La sua missione era simile a un’ispezione elevata nell’ambito di applicazione municipale, consisteva nella sorveglianza delle transazioni commerciali, nella promozione della giustizia, nel controllo di armi e cavalli, nella riscossione delle entrate comunali e nell’operare come tribunale economico-amministrativo nelle cause relative alla fattoria locale. Il numero di persone che ricoprirono la posizione variava nel tempo. Al tempo dei Re Cattolici era fissato a 7 per la città di Siviglia.

Affari di Francesco Pinelli

Stabilì forti legami con l’aristocrazia locale di Siviglia e con Cristoforo Colombo, che lasciò scritto che Francesco fece per lui “tutto quello che poteva, con amore e lunga volontà allegra” . Nel 1492 Francesco prestò l’importante somma di 8 milioni di maravedíes ai monarchi cattolici per finanziare la guerra a Granada, e nel 1493 fece un altro prestito di un milione di maravedis per coprire le spese dell’esilio in Africa di Boabdil, l’ultimo re musulmano di Granada.

Francesco Pinelli ha partecipato attivamente alla gestazione della Casa de la Contratación di Siviglia. Quando questo corpo fu creato dalla regina Isabella la Cattolica il 14 gennaio 1503, la corona istituì 3 accuse per garantire la sua gestione, un contabile, un fattore e un tesoriere. Francesco è stato nominato un fattore, considerato il principale dell’istituzione, avendo tra le sue funzioni di effettuare tutti gli acquisti di qualsiasi tipo destinati alle Indie dal Tesoro reale e la ricevuta di quei beni che dall’America dovevano passare al Tesoro reale, tranne l’oro, argento e pietre preziose che erano sotto la giurisdizione del tesoriere. Secondo lo storico István Szászdi, Francesco Pinelli era uno dei protetti di Álvaro de Braganza, presidente del Consiglio Reale (Consejo Real) e Contabile Maggiore (Contable Mayor) di Castiglia.

Non siamo securi se i Pinelli furono presenti anche nel regno moresco di Granada ma non ci sembra sia soltanto un puro caso che tra aprile e giugno del 1451, Gregorio Pinelli, era entrato a fare parte della comissione di 4 magistrati per la liquidazione dei danni subìti dai mercanti genovesi a Granda nel 1443. Gregorio era un esperto delle questioni granadine e non dovette mancare di collegamento tra gli altri Pinelli che si aprivano strada nel Regno di Castiglia.

Storia della famiglia Pinelli

Francesco sposò María de la Torre, con la quale ebbe due figli legittimi: Jerónimo Pinelli e Pedro Pinelli, entrambi canonici della Cattedrale di Siviglia. D’altra parte, ebbe altri tre figli a causa di relazioni extraconiugali, sebbene legalmente riconosciute: Cristobal, Luis e Juan Bautista Pinelli. Francesco Pinelli è sepolto accanto a sua moglie nella cappella del Pilar della Cattedrale di Siviglia.

Anche possiamo parlare di altri personaggi come Benito Pinelli, che aveva depositi di merci a Cadice per i traffici con l’Inghilterra e la Fiandra. O per esempio di Antonio e Castellino Pinelli che operavano nello stesso periodo come mercanti a Siviglia, legati ai Centurione, siccome la figlia di Benito, Argentina, aveva sposato Martino Centurione.

Altri membri della famiglia Pinelli che si affermano sul principio del secolo XVI in Andalusia sono Battista o Martino Pinelli. Il Consolato di Genova era il più importante tra i consolati stranieri che erano a Siviglia e, dopo la scoperta dell’America, la loro situazione era privilegiata. Tra i suoi componenti c’erano personaggi importanti come Tomás Mañara, Corzo Vizentelo e lo stesso Francesco Pinelli.

Casa Palazzo della famiglia Pinelli a Siviglia

Uno dei suoi figli, Jerónimo, costruì nella casa di famiglia una magnifica casa-palazzo in stile rinascimentale dove abitava e dove attualmente si trovano l’Accademia di Belle Arti e l’Accademia delle buone lettere di Siviglia. Si trova nel centro storico della città, in calle Abades ed è tradizionalmente conosciuta come Casa dei Pinelli (Casa de los Pinelo).

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