Il derby di Siviglia, disputato tra il Real Betis Balompié e il Sevilla Fútbol Club, non è soltanto una partita di calcio. È una rivalità centenaria che coinvolge famiglie, gruppi di amici e interi quartieri, raccontando due modi diversi — ma profondamente sivigliani — di vivere la città. Nei giorni che precedono la partita, Siviglia si riempie dei colori biancoverdi del Betis e di quelli biancorossi del Sevilla FC. Le discussioni cominciano molto prima del fischio d’inizio e spesso continuano per tutta la settimana successiva.

Sono Ricardo Carmona Suárez, storico, sivigliano e guida turistica ufficiale dell’Andalusia. Nell’autunno del 2023 ho avuto l’opportunità di raccontare questa rivalità a Diletta Leotta durante “Missione Siviglia”, il documentario realizzato da DAZN Italia in occasione del derby. È stata un’esperienza speciale, perché mi ha permesso di mostrare al pubblico italiano quanto il calcio sia legato alla storia e all’identità di Siviglia.

Da sivigliano, questa rivalità fa parte anche della mia vita e devo ammettere che sono decisamente bético. Cercherò comunque di raccontare entrambe le squadre con obiettività, o almeno con tutta l’obiettività possibile. Nei prossimi paragrafi scoprirai la storia dei due club, i loro stadi e quartieri, le tradizioni delle tifoserie e il modo in cui El Gran Derbi viene vissuto in città. Troverai inoltre alcuni consigli utili se desideri assistere a una partita durante un viaggio a Siviglia.

Ricardo Carmona Suárez, storico sivigliano e guida turistica ufficiale

Scritto e aggiornato da

Ricardo Carmona Suárez
Storico sivigliano · Guida turistica ufficiale dell’Andalusia n. 2281

Tifo della tifoseria del Real Betis durante il derby di Siviglia contro il Sevilla FC
Foto: Zorrillo-Estepa / Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 4.0. Immagine ritagliata e ottimizzata.

Che cos’è il derby di Siviglia?

Il derby di Siviglia è la partita che mette di fronte le due principali squadre della città: il Real Betis Balompié e il Sevilla Fútbol Club. In Spagna viene chiamato derbi sevillano, ma negli ultimi anni si è diffusa soprattutto la denominazione El Gran Derbi, un nome che esprime bene l’importanza assunta da questa rivalità dentro e fuori dal campo. Per un lettore italiano è utile fare subito una precisazione. Siviglia è il nome italiano della città, mentre il club biancorosso mantiene la denominazione ufficiale spagnola Sevilla FC. Anche l’espressione “Betis Siviglia”, molto utilizzata in Italia in modo sbagliato, non corrisponde al nome ufficiale della società, che è Real Betis Balompié.

Normalmente Betis e Sevilla FC si affrontano due volte durante il campionato, una partita in casa per ciascuna squadra. Possono però incontrarsi anche in altre competizioni: è accaduto, per esempio, in Coppa del Re e perfino in Europa League. Indipendentemente dalla classifica o dal momento attraversato dai due club, il derby viene vissuto come una partita a sé. A Siviglia, in realtà, vincere il derby viene spesso considerato più importante che vincere le altre partite di campionato. Naturalmente esiste anche la rivalità per terminare la stagione davanti all’altra squadra in classifica, ma una vittoria o una sconfitta nel derby ha un peso particolare. L’eco del risultato, con le battute, i ricordi e il desiderio di rivincita, continua ad accompagnare le due tifoserie fino all’incontro successivo.

La rivalità non divide Siviglia attraverso un confine geografico preciso. Esistono zone fortemente associate a ciascuna squadra, soprattutto per la presenza dei rispettivi stadi, ma béticos e sevillistas convivono negli stessi quartieri, nelle stesse famiglie e negli stessi gruppi di amici. È proprio questa vicinanza quotidiana a rendere El Gran Derbi così intenso: dopo la partita bisogna continuare a vivere, lavorare e prendere il caffè accanto ai sostenitori dell’altra squadra.

La storia del Sevilla FC

Le origini del Sevilla FC: 1890 o 1905?

Il calcio arrivò a Siviglia alla fine del XIX secolo grazie soprattutto alla comunità britannica legata alle attività commerciali e portuali della città. Alcuni documenti dell’epoca testimoniano l’esistenza nel 1890 di un Sevilla Football Club, che l’8 marzo dello stesso anno affrontò lo Huelva Recreation Club, l’attuale Recreativo de Huelva, all’ippodromo di Tablada. Oggi il Sevilla FC considera il 25 gennaio 1890 come la propria data di fondazione. Per molti decenni, tuttavia, l’anno indicato era il 1905, quando la società fu costituita ufficialmente. Dopo alcune ricerche e il ritrovamento di documenti storici, nel 2015 il club modificò i propri statuti per riconoscere il 1890 come anno di nascita.

Da bético devo ammettere che guardiamo questa ricostruzione con un certo scetticismo: i documenti dimostrano che nel 1890 esisteva una squadra con quel nome, ma la continuità con il club costituito nel 1905 continua a essere discussa. Anche a Huelva la nuova data non è stata accolta con particolare entusiasmo, perché il Recreativo, fondato nel 1889, è tradizionalmente riconosciuto come il Decano del calcio spagnolo, cioè il club di calcio più antico fondato in Spagna ancora in attività.

Il Sevilla FC e i successi in Europa

Nel corso del XX secolo il Sevilla FC si consolidò come una delle squadre più importanti del calcio spagnolo. Ha vinto il campionato nella stagione 1945-1946 e diverse Coppe di Spagna, ma la sua fama internazionale è legata soprattutto alla Coppa UEFA e all’Europa League. Con sette vittorie nella competizione, il Sevilla FC è il club che ha conquistato più volte la Coppa UEFA/Europa League. Bisogna riconoscerlo, anche se per un bético non è proprio la frase più piacevole da scrivere. Questa capacità di competere e vincere in Europa ha rafforzato l’identità del club e il motto secondo cui il Sevilla non si arrende mai.

La storia del Real Betis Balompié

Dal Sevilla Balompié al Real Betis

Anche la nascita del Real Betis Balompié è il risultato di una storia piuttosto movimentata. Nel 1907 un gruppo di studenti della Scuola Politecnica di Siviglia fondò il Sevilla Balompié, scegliendo volutamente la parola spagnola balompié al posto del termine inglese football. Nel 1909 nacque invece il Betis Foot-ball Club, secondo la tradizione in seguito a una separazione interna al Sevilla FC. Nel 1914 le due società si unirono e diedero origine al Real Betis Balompié che conosciamo oggi. Il Sevilla Balompié apportò soprattutto i giocatori, i tifosi e la propria struttura sportiva, mentre il Betis Foot-ball Club contribuì con il titolo di Real, concesso dal re Alfonso XIII.

Con il passare del tempo, il Betis ha costruito un’identità profondamente popolare, tradizionalmente più legata al mondo operaio, ai quartieri e ai paesi della provincia di Siviglia. Oggi esistono naturalmente béticos di ogni classe sociale e in ogni parte della città, ma questo legame con la gente comune continua a essere uno degli elementi fondamentali dell’identità del club. La tifoseria del Betis, diffusa in tutta l’Andalusia e anche fuori dalla regione, è considerata una delle più numerose e fedeli della Spagna, capace di seguire e sostenere la squadra anche nei momenti più difficili della sua storia.

Anche il nome racchiude una parte della storia della città. Betis deriva da Baetis, il nome latino del fiume Guadalquivir, mentre balompié è la traduzione spagnola di football. Il risultato è uno dei nomi più particolari del calcio europeo e, naturalmente, anche uno dei più belli — almeno secondo l’autore di questo articolo.

I successi del Betis e il significato del “manque pierda”

Il Real Betis ha vinto il campionato spagnolo nel 1935, diventando la prima squadra andalusa a conquistare la Liga. Nel suo palmarès figurano inoltre tre Coppe del Re, vinte nel 1977, nel 2005 e nel 2022. Quest’ultimo successo provocò una grande festa per le strade di Siviglia e mostrò ancora una volta la forza sociale della tifoseria bética. La storia del club, però, non è fatta soltanto di vittorie. Il Betis ha conosciuto gravi difficoltà economiche, numerose retrocessioni e perfino alcuni anni in terza divisione. Proprio durante questi periodi si rafforzò il legame tra la squadra e una tifoseria capace di continuare a riempire lo stadio e accompagnare il club indipendentemente dalla categoria.

Questa filosofia è riassunta dall’espressione “Viva el Betis manque pierda”. Manque pierda è un’espressione popolare andalusa che conserva una forma arcaica del castigliano ed equivale a aunque pierda, cioè “anche se perde”. Non è un invito ad accontentarsi della sconfitta, come qualche sevillista ama insinuare, ma una dichiarazione di fedeltà: i risultati cambiano, mentre l’appartenenza al Betis rimane.

 Betis operaio e Sevilla aristocratico: storia o leggenda?

Una delle storie più conosciute sulle origini della rivalità racconta che il Sevilla FC rifiutò un giovane calciatore perché era figlio di un operaio della Pirotecnica di Siviglia. In segno di protesta, alcuni membri avrebbero abbandonato la società per fondare il Betis Foot-ball Club. L’episodio si basa soprattutto sulla tradizione orale, ma esprime molto bene la diversa identità sociale che i due club avrebbero sviluppato nel corso del tempo.

Il Sevilla FC fu inizialmente più vicino alla borghesia commerciale e agli ambienti benestanti della città. Il Betis, invece, costruì un legame particolarmente forte con i lavoratori, i quartieri popolari e i paesi della provincia di Siviglia. Ridurre tutta la storia a “ricchi contro poveri” sarebbe troppo semplice, ma la dimensione operaia e popolare del Betis non è soltanto una leggenda: è una parte fondamentale della sua identità.

Dopo il titolo di Liga conquistato nel 1935, le difficoltà economiche, la Guerra Civile e le successive retrocessioni portarono il Betis vicino alla scomparsa. Negli anni più duri i tifosi organizzarono collette e lotterie popolari per aiutare la società a pagare le spese e gli spostamenti della squadra. Nella memoria bética si racconta di cavalli, tori e perfino mucche messi in palio. Mio nonno mi parlava personalmente di queste iniziative, che mostrano fino a che punto la gente fosse disposta ad aiutare il proprio club.

Da questa storia deriva anche il soprannome rifavacas, usato dai sevillistas per prendere in giro i béticos: letteralmente, “quelli che organizzavano lotterie con le mucche”. Quello che doveva essere un insulto ricorda in realtà con orgoglio un’epoca in cui furono i sostenitori, con pochissimi mezzi, a mantenere vivo il Betis. Oggi entrambe le squadre hanno tifosi di ogni classe sociale, ma questo passato aiuta a comprendere perché molti béticos continuino a definire il Betis come la squadra della gente.

Dove si trovano gli stadi di Betis e Sevilla FC?

Uno degli aspetti più interessanti del derby di Siviglia è che entrambi gli stadi si trovano all’interno della città e sono strettamente legati ai rispettivi quartieri. Visitarli permette di conoscere non soltanto due luoghi simbolici del calcio spagnolo, ma anche due zone molto diverse di Siviglia.

Ramón Sánchez-Pizjuán: lo stadio del Sevilla nel quartiere di Nervión

Lo stadio Ramón Sánchez-Pizjuán si trova a Nervión, un quartiere moderno, residenziale e commerciale situato a est del centro storico. Fu inaugurato nel 1958 ed è facilmente riconoscibile per il grande mosaico che decora una delle sue facciate.

Raggiungerlo dal centro di Siviglia è molto semplice. Da Plaza Nueva si può prendere il MetroCentro, cioè il tram di Siviglia, e scendere vicino allo stadio. È possibile arrivare anche con la linea 1 della metropolitana, scendendo a Nervión o Gran Plaza, oppure persino a piedi dal centro storico con una passeggiata di circa 20 minuti.

Nei giorni delle partite, le strade intorno allo stadio si riempiono di tifosi, soprattutto nella zona di Eduardo Dato, Luis de Morales e Nervión Plaza. Da bético devo ammetterlo: lo stadio dei nostri rivali è davvero comodo da raggiungere.

Benito Villamarín: lo stadio del Betis nel quartiere di Heliópolis

Lo stadio Benito Villamarín si trova a Heliópolis, nella zona sud di Siviglia, ed è la casa storica del Real Betis Balompié. Il quartiere è più lontano dal centro monumentale rispetto a Nervión, ma il tragitto per raggiungerlo può diventare una piacevole visita turistica.

Un modo particolarmente bello per arrivare è noleggiare una bicicletta e percorrere il Parco di María Luisa e l’elegante Avenida de la Palmera. Lungo il percorso si possono vedere la Plaza de España, la Plaza de América e numerosi padiglioni costruiti per l’Esposizione Iberoamericana del 1929. In questo modo, la visita allo stadio può essere combinata con uno degli itinerari architettonici più interessanti e meno conosciuti di Siviglia.

Avvicinandosi al Benito Villamarín, il paesaggio diventa sempre più verdiblanco. Nei giorni delle partite, l’atmosfera invade le strade, i bar e i quartieri vicini diverse ore prima del calcio d’inizio. E qui posso essere meno imparziale: quando il Villamarín canta, poche atmosfere calcistiche in Spagna possono essere paragonate a quella del Betis.

Nota: durante i lavori di ristrutturazione del Benito Villamarín, il Real Betis disputa temporaneamente le proprie partite allo Stadio de La Cartuja.

Come si vive il derby di Siviglia?

A Siviglia il derby comincia molti giorni prima della partita. La rivalità entra nelle conversazioni tra amici, colleghi e familiari, nei bar e, naturalmente, nei gruppi di WhatsApp. In molte famiglie convivono béticos e sevillistas, perciò gli scherzi, le provocazioni e le scommesse accompagnano tutta la settimana.

Il giorno della partita, l’atmosfera si concentra soprattutto intorno allo stadio della squadra che gioca in casa. I tifosi si riuniscono nei bar e nelle strade vicine diverse ore prima del calcio d’inizio, indossando sciarpe e maglie con i colori della propria squadra. Durante quei novanta minuti, buona parte della città sembra fermarsi.

Dopo il derby arriva il momento più delicato: tornare al lavoro, incontrare gli amici e sopportare gli sfottò degli avversari. Chi vince ricorderà il risultato fino alla partita successiva; chi perde proverà inutilmente a parlare della classifica generale. Naturalmente, da bético posso confermare che quando vince il Betis Siviglia diventa una città ancora più bella.

Il derby di Siviglia con Diletta Leotta su DAZN

Nell’autunno del 2023 ho avuto l’opportunità di partecipare con Diletta Leotta a “Missione Siviglia”, il documentario realizzato da DAZN Italia in occasione del derby tra Real Betis e Sevilla FC. Come storico e guida ufficiale di Siviglia, le ho raccontato come questa rivalità venga vissuta nelle strade, nei quartieri e nelle famiglie della città.

Durante le riprese ho cercato di spiegare il derby in maniera obiettiva, anche se per un bético come me si trattava probabilmente della missione più difficile di tutto il programma. Nel video potete vedere il momento in cui accompagno Diletta alla scoperta dell’atmosfera del derby di Siviglia.

“Missione Siviglia”, documentario di DAZN Italia con Diletta Leotta. Video pubblicato sul canale YouTube ufficiale di DAZN.

Come acquistare i biglietti per il derby di Siviglia

I biglietti per il derby di Siviglia sono tra i più richiesti della stagione. Gran parte dei posti è riservata agli abbonati e la vendita al pubblico può essere limitata, soprattutto quando la partita si avvicina. Se desiderate assistere al derby Betis-Sevilla, è quindi consigliabile controllare con frequenza i siti ufficiali dei due club.

I biglietti devono essere acquistati esclusivamente attraverso il sito ufficiale del Real Betis o quello del Sevilla FC, a seconda della squadra che gioca in casa. È meglio evitare siti di rivendita e intermediari non autorizzati, dove i prezzi possono essere molto più elevati e non sempre viene garantito l’accesso allo stadio.

Prima di organizzare il viaggio è importante verificare anche il giorno, l’orario e lo stadio indicati sul biglietto. Nel campionato spagnolo l’orario definitivo di alcune partite viene confermato soltanto nelle settimane precedenti. Il giorno del derby consiglio di arrivare con largo anticipo e di rispettare sempre il settore e le indicazioni riportate sul biglietto.

Dove vedere il derby di Siviglia senza andare allo stadio

Se non riuscite a trovare un biglietto, potete comunque vivere il derby di Siviglia in uno dei numerosi bar che trasmettono la partita. È consigliabile scegliere il locale con anticipo e verificare che mostri l’incontro, perché nel giorno del derby molti bar si riempiono rapidamente.

Per respirare un’atmosfera più bética potete cercare un locale nelle zone di Heliópolis, Los Bermejales o Reina Mercedes. I tifosi del Sevilla si concentrano soprattutto a Nervión, Gran Plaza e lungo Eduardo Dato. Nel centro storico e a Triana è invece più facile trovare bar frequentati da sostenitori di entrambe le squadre, anche se a Siviglia un locale completamente neutrale è quasi impossibile.

Se volete chiedere se il bar trasmetterà la partita, vi basta utilizzare una semplice frase: “¿Ponéis el derbi?”. Arrivate presto, scegliete con rispetto i colori da indossare e preparatevi a novanta minuti molto intensi. Se invece volete sapere quale risultato spero di vedere, credo che a questo punto dell’articolo la risposta sia abbastanza evidente.

Scopri la vera Siviglia con una guida locale

Il derby è soltanto uno dei tanti modi per comprendere la vera identità di Siviglia. La storia della città si nasconde nei suoi monumenti, nei quartieri, nelle tradizioni e nelle storie raccontate dai suoi abitanti. Come ho fatto con Diletta Leotta durante “Missione Siviglia”, posso accompagnarvi alla scoperta della città attraverso una visita guidata privata in italiano. Insieme possiamo creare un itinerario personalizzato per conoscere i grandi monumenti, come l’Alcázar e la Cattedrale, ma anche i quartieri e gli aspetti meno conosciuti della vita sivigliana.

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